Distribuzione a domicilio

La distribuzione a domicilio rimane un elemento importante del servizio universale: mira a garantire a tutti i gruppi della popolazione in tutte le regioni del Paese prestazioni fondamentali adeguate tra cui l’accesso alla rete di uffici postali e il recapito al domicilio. PostCom le attribuisce grande importanza.

La Posta è tenuta per legge a garantire la distribuzione a domicilio negli insediamenti abitati tutto l’anno. Secondo l’articolo 14 capoverso 3 LPo, tuttavia, il Consiglio federale può prevedere delle eccezioni per le economie domestiche raggiungibili soltanto con estrema difficoltà. L’ordinanza sulle poste precisa che la Posta è tenuta a consegnare gli invii postali a domicilio se la casa si trova in un insediamento costituito da almeno cinque case abitate tutto l’anno su una superficie massima di un ettaro e se la casa è raggiungibile con un tragitto aggiuntivo non superiore ai due minuti (totale andata e ritorno) a partire da un insediamento abitato tutto l’anno (art. 31 cpv. 1 lett. a e b OPO).

Il diritto alla distribuzione a domicilio decade invece se:

-         la distribuzione comporta difficoltà eccessive, come cattive condizioni stradali oppure pericoli per il personale di distribuzione;

-         il destinatario e la Posta hanno concordato un altro punto (ad es. casella postale) o un’altra forma di distribuzione;

-         non sono soddisfatte le disposizioni concernenti le cassette delle lettere e gli impianti di cassette per le lettere di cui agli articoli 73-75 dell’ordinanza sulle poste (art. 31 cpv. 2 OPO).

Se non è tenuta a effettuare la distribuzione a domicilio, la Posta deve offrire al destinatario una soluzione alternativa. Può ridurre la frequenza o designare un altro punto di distribuzione. Il destinatario deve essere previamente consultato (art. 31 cpv. 3 OPO). Per PostCom l’impostazione e l’adeguatezza delle soluzioni alternative sono parte integrante del servizio universale.

Occorre distinguere tra distribuzione e servizio a domicilio. Quest’ultimo viene spesso proposto quando si chiude un ufficio postale o un’agenzia e include l’accettazione di invii postali e la fornitura di prestazioni del traffico pagamenti al domicilio del cliente («La Posta sull’uscio di casa»). La Posta offre il servizio a domicilio solo in determinate regioni; in linea di principio non vi è un diritto a questo servizio. Il presupposto per garantire il servizio a domicilio è la distribuzione a domicilio. Ciò significa che, se l’ufficio postale viene chiuso, le economie domestiche alle quali non viene recapitata la posta non possono beneficiare dell’alternativa del servizio a domicilio.

In caso di controversie tra i destinatari e la Posta riguardanti l’obbligo della distribuzione a domicilio, PostCom verifica su richiesta nell’ambito di una procedura amministrativa se vige un diritto a tale servizio e se la soluzione proposta dalla Posta è adeguata e emana una decisione.

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Ultima modifica: 21.01.2022